LA SOPRESSA DI VALLI DEL PASUBIO

 

 

La sopressa di Valli del Pasubio, da decenni sinonimo di qualità,

è un prodotto della gastronomia locale e della tradizione contadina.

È conosciuta e apprezzata nel Triveneto e nelle aree limitrofe.

 

La sopressa si presenta alla vista come un  salame,

dalle dimensioni variabili.

 

Le sopresse più piccole misurano circa  20  cm di lunghezza

e 8 cm di diametro; le più grosse possono raggiungere

50 cm di lunghezza e 12 cm di diametro.

 

Il peso varia da 1 Kg circa per le più piccole

a 3 – 4 Kg  per le più grosse.

 

La leggera muffa che  ricopre l’insaccato dopo la stagionatura

è una reazione del tutto naturale.

 

I segreti del successo dell’insaccato erano e sono semplici:

la scelta delle carni di suino provenienti da allevamenti

selezionati e la lavorazione prevalentemente artigianale

affidata alle mani di abili e sapienti norcini che si tramandano

di padre in figlio i segreti del mestiere.

 

La qualità e la bontà del prodotto sono assicurate dall’utilizzo

di tutta la carne del maiale e dall’impasto che contiene

solo pepe e sale.

 

 

Sagra della Sopressa — Breve Storia

 

Verso la fine degli anni cinquanta, pensando che il Comune di Valli del Pasubio

potesse basare parte del suo sviluppo sul turismo, un gruppo di giovani si costituì

in Comitato e nel 1960 promosse la prima Festa della Sopressa, con il lodevole

intento di far conoscere, almeno in ambito regionale, non solo un prodotto della tradizione contadina locale, ma anche le bellezze naturalistiche, storiche e le

tradizioni folkloristiche del territorio.

 

Nel settanta, dopo qualche anno di interruzione, la Festa fu ripresa su iniziativa

dell’A. S. Valli che riuscì a coinvolgere l’Amministrazione Comunale

ottenendone il patrocinio.

 

Per stimolare la partecipazione nei giorni della Festa venivano invitati gruppi e personaggi di fama nazionale:

il pugile Dagata, il gruppo folkloristico I Ruzantini e altri.

 

Con l’occasione si portavano in Piazza antichi giochi popolari come:

corsa coi sacchi, la cuccagna, lo “spaccapignate”, la corsa coi “mussi” asini.

 

Nel 1982 la gestione della Festa passò alla Pro Loco Valli, ufficialmente costituitasi l’anno precedente. La Pro Loco si avvale di oltre cento collaboratori  volontari

che lavorano al solo scopo di contribuire al buon nome del proprio paese.

 

Per incentivare il mantenimento della tradizione di “far la sopressa in casa”

magari continuando ad allevare il maiale come una volta, la Pro Loco premia

la miglior sopressa contadina, rigorosamente  stagionata nel territorio comunale.

 

Ovviamente le sopresse “fatte in casa” sono disponibili in numero limitato

e non possono soddisfare le esigenze della Sagra della Sopressa.

 

Le sopresse utilizzate per la degustazione durante la  Festa oggi sono fornite

dai produttori artigiani locali che continuano a produrre e stagionare la sopressa

secondo l’antica ricetta servendosi di maiali da allevamenti del vicentino,

considerato che è diventato sempre più raro allevare maiali in casa.

 

Nei giorni di Sagra numerose sono le iniziative collaterali, quali:

Camminate alla scoperta degli angoli più suggestivi del territorio,

assieme agli animatori della Pro Loco, Mostre,  Concerto d’Organo, 

Visite al Museo degli Antichi Mestieri e alla segheria “alla veneziana”,

 

Spettacoli per famiglie, una bella e ricca Tombola  nella caratteristica

Piazza ai piedi della scalinata della Chiesa Arcipretale.

Come tutte le Manifestazioni all’aperto, il successo dipende

molto dalle condizioni atmosferiche;

per questo la Sagra viene programmata su almeno otto giorni,

nella prima metà di agosto e si conclude di norma il giorno di Ferragosto.

 

Numerosissimi sono i turisti che vengono nel nostro piccolo paese

di montagna per degustare un piatto di “polenta e sopressa” o magari per

portar via una sopressa da consumare successivamente con parenti e amici.

 

Si ribadisce che da sempre gli eventuali utili della Manifestazione sono

stati utilizzati dal Consiglio direttivo della Pro Loco

per iniziative socialmente utili  e per incentivare il turismo.

 

Grande attenzione viene data alla stagionatura

(da 4 a 10 mesi circa, a seconda delle dimensioni dell’insaccato),

che avviene ancora in cantine naturali rinfrescate

dal clima particolare della vallata.

 

Il clima, inoltre, facilita l’amalgama della pasta e ravviva

l’aroma che si manifesta ottimale dopo circa sei mesi. 

 

Nel passato la sopressa era prodotta con carne di maiali

allevati nelle varie contrade da contadini,

che alimentavano i suini con:”scori”

(siero residuo del latte dopo la coagulazione del formaggio),

 

farina gialla cotta, patate e “mondigoli” (castagne arrostite).

 

Oggi è ancora possibile degustare tale prodotto

in qualche agriturismo della zona.

 

La sopressa è conosciuta e apprezzata grazie

soprattutto alla “Sagra della Sopressa”

che da oltre cinquant’anni promuove e

valorizza il tipico insaccato.

 

Il modo migliore per degustare la sopressa di Valli

è accompagnare le fette sottili con

polenta “brustolà” (abbrustolita).

Ma la si gusta anche in un fragrante panino.